PERCORSO UNBOUND K345 (clicca per scoprire di più!)
PERCORSO MEDIUM K221 (clicca per scoprire di più!)
PERCORSO SHORT K131 (clicca per scoprire di più!)
Che tu scelga di pedalare per un giorno o per tutto il ponte, la sostanza non cambia: gravel, polvere, bollicine e il sospetto che l’organizzatore abbia un senso dell’umorismo tutto suo.
Il traguardo ti aspetta. La tua dignità ciclistica, forse un po’ meno.
PERCORSO UNBOUND K345
“Non è una gara, è un viaggio. Scoprilo con noi!”
Distanza: 345 km
Dislivello: 4800 m
Muri e salite: un’incognita
Settori sterrati: tanti e impolverati
LA PROSECCO UNBOUND: QUEST’ANNO CON UN TOCCO DI “ROSA” (E LACRIME)
Ti sei svegliato all’alba, il sole di maggio che bacia le vigne di Pieve di Soligo e tu che fissi la tua bici chiedendoti: “Ma chi te l’ha fatto fare?”
Benvenuto a La Prosecco Unbound, l’evento dove il gravel incontra il destino e dove il tuo rapporto con la fatica sarà messo alla prova quanto la tua capacità di resistere a una degustazione anticipata. Quest’anno però, abbiamo deciso di esagerare: non bastavano le tue allucinazioni da sforzo, ci abbiamo aggiunto pure il Giro d’Italia.
Pieve di Soligo è in fermento per l’arrivo della Tappa del Giro d’Italia del 28 maggio e il Giro Women passerà nel week end per le nostre colline… insomma, il territorio è un tripudio di rosa. E tu? Tu sei lì, nel bel mezzo del “ponte” del 2 giugno, a cercare di sopravvivere a 345 km di pura follia unsupported.
IL PERCORSO: UN VIAGGIO TRA VIGNETI, SUDORE E “MAGLIE ROSA” ABUSIVE
La partenza? Un’epopea. Si parte da Pieve di Soligo per inoltrarci nell’area di Conegliano e proseguire lungo le terre di Ottavio Bottecchia. Se il primo italiano a vincere il Tour de France riusciva a pedalare senza carbonio, batterie o integratori al gusto di “speranza”, forse ce la farai anche tu. O forse no, ma almeno avrai un ottimo alibi.
Poi, l’ingresso nel vivo:
-Valsana e i Laghi di Revine: Il paradiso. O forse è solo la carenza di zuccheri che ti fa vedere tutto così limpido.
-Molinetto della Croda: Qui il mulino gira dal 1630. Tu, invece, giri in tondo da 150 km e stai iniziando a pensare che la tua bici abbia un problema di gravità.
-Le salite del Mondiale Gravel (Collagù, Le Serre, San Vigilio, Combai): Qui il Giro d’Italia ci ha insegnato cos’è la fatica dei professionisti. Tu invece la scoprirai in prima persona, con l’aggiunta delle Torri di Credazzo per non farti mancare un po’ di sana disperazione.
IL GRAN FINALE: TRA ASOLO, IL MONTELLO E LA LEGGENDA
Sei nel cuore della DOCG, dove ogni vigneto è un’opera d’arte. E proprio mentre sogni un calice di Prosecco ghiacciato, ti ritrovi sulla Pedemontana del Grappa.
PERCHÉ FARLO PROPRIO ADESSO?
Perché mentre i campioni del Giro sfrecciano sull’asfalto, profumati e scortati, tu sarai lì, tra la polvere e il silenzio dei crinali, a goderti lo stesso panorama, ma con dieci volte più sudore. È il fascino del gravel: i professionisti hanno la Maglia Rosa, tu hai la “Maglia di Polvere e Gratitudine”.
Arriverai al Castello di San Salvatore, intriso delle leggende di Bianca, la dama giovane e gentile che probabilmente si chiederà: “Ma questo disgraziato in bicicletta, ce l’ha fatta?”.
Sei sopravvissuto. Sei un eroe, o almeno uno che non sa dire di no alle sfide impossibili. Brinderai, guarderai la tua bici con affetto misto a un profondo rancore e giurerai di non farlo mai più.
(Almeno fino all’anno prossimo).
PERCORSO MEDIUM K221
“Per chi ha troppa confidenza con la propria bici”
Distanza: 221 km
Dislivello: 3040 m
Muri e salite: “quanto basta” per ricordarti quanto pesano le gambe dopo i primi 100 chilometri.
Settori sterrati: pietrisco di qualità per un vero esploratore
Qui si entra nel tunnel. Se lo Short è l’antipasto, questo è il banchetto di nozze dove però devi cucinarti da solo.
Affronteremo le salite del Mondiale Gravel (Collagù, Le Serre, San Vigilio, Combai) e la new entry: le Torri di Credazzo.
Valdobbiadene, il Tempio di Canova, il Montello… attraverseremo tutto, finché il confine tra una collina e un miraggio diventerà sottile come il battistrada della tua gomma.
Ad Asolo passeremo davanti a fontane meravigliose: il tuo obiettivo sarà decidere se berci o crollarci dentro per un riposino tattico.
È il percorso che ti trasforma: partendo da cittadino civile, arriverai al Castello di San Salvatore sentendoti un cavaliere medievale che ha dimenticato il cavallo a casa.
PERCORSO SHORT K131
“Per chi ha ancora una vita sociale”


Distanza: 131 km
Dislivello: 1780 m
Muri e salite: un’incognita
Settori sterrati: tanti e impolverati
È il percorso per chi vuole assaggiare la Prosecco Unbound senza dover scrivere testamento.
Si parte da Pieve di Soligo, si passa per Conegliano, la città del Cima e si continua per le terre di Ottavio Bottecchia (sì, quel tizio che vinceva il Tour, giusto per darti un termine di paragone impietoso) e poi fare rientro a Pieve di Soligo.
È un itinerario romantico: Cima da Conegliano dipingeva paesaggi, tu dipingerai macchie di sudore sul telaio.
Passeremo dal Molinetto della Croda, dove il mulino gira dal 1630. Spoiler: tu girerai molto meno velocemente dopo 120 km.
È il percorso perfetto per dire: “L’ho fatta, sono un atleta, ora passatemi lo spritz”.





